Travels Emotions

Artigianato
mediterraneo

Per non perdere le staffe...

Questa è una storia a lieto fine, ma che ci deve comunque far riflettere. Ci parla di come l'artigianato e la maestria, il saper fare, la tradizione, stiano scomparendo anche nei luoghi più tradizionali delle nostre metropoli, ovvero i centri storici, le medine e le kasbah. Ma anche di come quel poco che rimane, soffocato dalle produzioni industriali e dal "made in China", continui a testimoniare la bellezza e la raffinatezza delle Culture del Mediterraneo, nonché la ricchezza artistica e la creatività generate dall'incontro, lungo i secoli, della cultura islamica, con quella berbera e quella europea: Il bacino del "Mare Nostrum", come lo chiamavano gli antichi romani, Mare di Mezzo (Bahr al Mutawassit) in Arabo, Mar Bianco (Ilel Amellal) in Berbero, è culla di artigianalità!

Nel 2022 avevo esigenza di allestire una mensola per i libri della collana “Piccola filosofia di viaggio” che si stavano accumulando sul comodino, e avevo individuato una piccola parte di parete libera, accanto al mio letto. Mi misi, dunque, alla ricerca di un paio di staffe per sostenere una mensola in legno di castagno di recupero, proveniente da un antico casale nel ferrarese. Volevo, infatti, evitare delle squallide staffe industriali, come quelle che si possono trovare in qualsiasi ferramenta…
…nell’aprile di quell’anno, passando per Casablanca mi recai al mercato di Habous, dove si trovano tante botteghe di souvenir, tra cui quella di Mostafa, al quale chiesi se avesse un paio di staffe in ferro battuto, artigianali, in stile orientale. Non ne aveva nella sua bottega piena zeppa di oggetti di rame, legno, ceramica, ma mandò un aiutante a cercare nel magazzino, gli disse “in fondo a tutto, ci dovrebbero essere, le ho viste ieri…”
Soddisfatto dell’acquisto (10 euro la coppia), rientrai in Italia e montai la mensola con alcuni libri. Mi resi, però, immediatamente conto che mancava qualcosa. La mensola da sola non mi piaceva e, d’altra parte, avevo ancora molti altri libri in attesa di sistemazione. Dunque, mi persuasi che avevo bisogno di un’altra mensola e chiesi al falegname altre due assi di legno di castagno antiche. Dovevo solo cercare altre staffe! A maggio ero a Tunisi per lavoro e cercai nella kasbah, ma niente… A luglio cercai a Beirut e nella città vecchia di Damasco, poi ad Atene ma niente… A settembre a Malta, niente…
E così, dopo aver cercato in lungo e in largo, nelle varie città del Mediterraneo che avevo visitato per lavoro o in vacanza, mi arresi all’idea che se volevo realizzare il mio progetto dovevo tornare da Mostafa. Nel maggio del 2023, appena passai nuovamente per Casablanca, tornai al mercato di Habous nella speranza che Mostafa ne avesse altri esemplari. Fu così che ne trovò un altro paio della stessa misura e un paio di misura più grande. 

In quell’occasione vidi un lampadario in ottone finemente traforato e, dopo la consueta contrattazione sul prezzo, me lo feci incartare e lo portai a casa. Erano anni che mancava il lampadario nel mio salotto. Mostafa non solo aveva risolto il problema delle staffe, ma mi aveva anche offerto l’occasione che aspettavo da anni! Non acquisto, infatti, l’arredo-casa quando ne ho bisogno, ma quando incontro lungo il cammino qualcosa che rappresenti la bellezza, il valore del “saper fare”, e la memoria dei luoghi in cui questa artigianalità si esprime.

Copertina: Oggetti vecchi e nuovi in una bottega di Habous. Casablanca, 23/04/2022.
Nella foto in alto: Mostafa sulla soglia della sua bottega “Bazar Lamraouna” nella Petite Place des Habous, 13/05/2023.
I fermalibri a forma di elefante in ebano li ho acquistati nel 1996 in un mercato di Nairobi. La statuetta in metallo di una donna che porta un orcio di acqua in testa, è stata acquistata al “Jardin de la Mairie”, uno spazio verde con chioschi di souvenir artigianali, tra Rue du Travail e Avenue de la Nation, a Ouagadougou, nel maggio 2022.

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