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Pinacoteca civica "Francesco Podesti"

La qualità che fa piacere...

C'è una qualità che va studiata per essere compresa e per essere ammirata. E c'è una qualità che arriva dritta al cuore. Una qualità tecnica che non scade nel tecnicismo, virtuosa ma che non cede alle lusinghe dei virtuosismi ricercati per stupire il pubblico o per competere con i colleghi, ma che parla un linguaggio semplice, capace di entusiasmare, di far piacere anche al semplice turista, purché abbia una sensibilità verso ciò che è bello, semplicemente bello... come dire... ben fatto. L'incontro con le tele di Francesco Podesti, cui è dedicata la Pinacoteca di Ancona, produce gioia, piacere, soddisfazione. Procedendo al piano superiore, si godono tele di Crivelli, Tiziano, Maratti e Guercino, per finire con alcuni intensi paesaggi ottocenteschi dell'anconetano Boni. Al termine della visita mi rendo conto che il mettere insieme i Maestri locali, valorizzandone la produzione, con i nomi più prestigiosi e rappresentativi della pittura italiana, è la straordinaria risorsa artistica delle nostre città.

Francesco Podesti (1800-1895)

“Eteocle e Polinice” accoglie i visitatori immediatamente dopo la biglietteria. Si tratta di un lavoro del 1824, donato alla città di Ancona come riconoscenza dell’aiuto ricevuto. Fu il Comune di Ancona, infatti, ad assegnare al giovane sedicenne, rimasto orfano, un sussidio per frequentare l’Accademia di San Luca a Roma. Rientrato in Ancona, avendo dimostrato con questo “Eteocle e Polinice” il suo talento per la pittura romantica storica, cominciarono ad arrivare le prime commissioni. Del Podesti mi piace lo stile classicheggiante ma pienamente romantico, stile che viene definito “romanticismo storico”.

Tra i dipinti che seguono, sia nella prima che nella seconda grande sala, “La pietà” è quello che mi ha emozionato di più per l’intensità delle espressioni che il Nostro è riuscito a rendere nei volti dei personaggi. Il principale esponente italiano del Romanticismo storico è sicuramente Francesco Hayez. Va detto, però, che molti altri, considerati minori, sono ingiustamente poco conosciuti dal grande pubblico, come appunto il Podesti. Volete conoscere altri esempi? Vincenzo Camuccini ed Edoardo Gelli, di cui vi mostro due tele, la seconda di gran lunga la più bella tra tutte quelle esposte a palazzo Mansi a Lucca. Per non parlare di quel capolavoro che è I funerali di Britannico di Giovanni Muzzioli, al Museo dell’Ottocento di Ferrara, che ho potuto ammirare in occasione della mostra “Ottocento” ai Musei San Domenico a Forlì, nel 2019. E la lista potrebbe continuare, ma per ora ci godiamo il talento di Francesco Podesti.

“La morte di Virginia” (1815) part.
di Vincenzo Camuccini (1771-1844)

“Stage degli innocenti” (1875) part.
di Edoardo Gelli (1851-1933)

Altra cosa che, nonostante non sia esperto della materia, ho potuto ammirare è il talento del Podesti nel disegno. Osservate questa Madonna con Bambino. Una delle poche rappresentazioni sacre in cui sono in equilibrio bellezza, naturalezza, introspezione, precisione nei dettagli e movimento. La qualità che rese il Podesti famoso tra i suoi contemporanei, ma che purtroppo è stata offuscata nei secoli successivi da nomi “prestigiosi” come Hayez o Fattori.

“Madonna con il Bambino ” 1837

“Ritratto di ecclesiastico” 1844

“Il giuramento degli Anconetani” (in copertina) è una grande tela realizzata tra il 1844 e il 1847, richiesta dalla città di Ancona e qui arrivata nel 1856 dopo essere stata esposta alle Esposizioni Universali di Londra (1851) e Parigi (1855). All’epoca Ancona era sotto il dominio austriaco e pertanto la tela ebbe un grande richiamo patriottico. Narra, infatti, dell’episodio accaduto nel 1173, ovvero la strenua resistenza di Ancona, assediata via terra dalle truppe dell’imperatore Federico Barbarossa e via mare dalla flotta della Repubblica Veneziana. Gli anconetani giurarono di resistere fino alla morte, spronati dal cieco senatore Bonifacio Faziolo. Gli aiuti giunti da Ferrara portarono, poi, alla liberazione di Ancona e la fine dell’assedio. Il pathos è tangibile, ma ancora più interessanti sono alcuni particolari come la bambina stremata dalla fame o la disperazione della ragazza nell’angolo in basso a destra.

“Torquato Tasso declama la Gerusalemme Liberata alla corte Estense” è un’altra tela in cui il talento di Podesti è immediatamente percepibile. Risale al 1831-34 e mette in risalto al centro la figura di Eleonora d’Este, rapita dalla declamazione del poeta, mentre negli altri personaggi assistiamo a espressioni di interesse, incanto, stupore. Unitamente alla resa dei dettagli, come gli abiti, i gioielli e le acconciature, le espressioni dei personaggi fanno di questa tela una dimostrazione della bravura del Podesti che, inoltre, riesce a dare movimento alla scena, nonostante si tratti di persone che, assorte, ascoltano…
“Apollo citaredo”, disegno a carboncino con lumeggiature a gesso su carta, del 1835-35, è un’altra dimostrazione delle abilità come disegnatore dei Francesco Podesti: il senso dell’equilibrio nella composizione e l’eleganza nel tratto.

Il primo piano in 10 tappe

1. Olivuccio di Ciccarello da Camerino (1388-1439)

“Santa Caterina d’Alessandra in gloria” 1400 circa

“Dormitio virginis” 1400-1410 circa

2. Carlo Crivelli (1430-1494)

“Madonna col Bambino” 1489

“Madonna col Bambino” 1476-77
Szépművészeti Múzeum – Budapest

3. Tiziano. Il confronto tra la Pala Gozzi e l’Annunciazione “Malchiostro” è stato organizzato dalla stessa Pinacoteca. Il dipinto trevigiano, che non avevo trovato poche settimane prima nella Cattedrale di Treviso, era infatti ospite proprio della Pinacoteca anconetana. Purtuttavia, va detto che le due tele non hanno molto in comune, salvo la data di realizzazione e il fatto che siano le prime due opere datate del cadorino. Pur nei diversi soggetti e diversa composizione posso farvi notare che la resa dei panneggi è tipica del Nostro, per cromatismo, luminosità e plasticità.

“Apparizione della Vergine” (Pala Gozzi) 1520
Tiziano Vecellio (1488-1576)

“Annunciazione” 1520
Cattedrale di San Pietro Apostolo, Cappella Malchiostro, Treviso

4. Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1605-1685). Dopo la sala 6 dedicata a Tiziano, e quella successiva dedicata ad Andrea Lilli, ma che ospita anche una pala di Lorenzo Lotto, la Galleria prosegue presentando in Sala 8 vari artisti del seicento, tra cui queste due splendide “Marie” del Sassoferrato senza datazione, e i dipinti di alcuni minori: il marchigiano Guerrieri, il romano Ferri, seguace di Pietro da Cortona, e Andrea Procaccini, allievo del Maratti, il più illustre esponente del Barocco romano, per poi esporre in sala 9 una grande pala di quest’ultimo. Seguono due splendide pale del Guercino, a completare il secolo, prima di saltare all’ottocento, nelle ultime due sale.

“Madonna orante”

“Mater Dolorosa”

5. Giovanni Francesco Guerrieri (1589-1657): “La Vergine con il bambino, Sant’Anna e San Giovannino” (1630-35)

6. Ciro Ferri (1634-1689): “Lo sposalizio mistico di santa Caterina” (senza data)

7. Andrea Procaccini (1671-1734) fu l’ultimo, in termini temporali, degli allievi della bottega del Maratti. Riprende il suo stile aulico e drammatico, anche perché la bottega era organizzata in maniera molto rigida e tutti gli allievi dovevano seguire pedissequamente i modelli del titolare. Ciononostante, la mano del Maestro si riconosce per una maggiore luminosità della scena e una migliore resa del movimento, come ad esempio nella “Gioele uccide Sisara”. 🔽

“Giuseppe e la moglie di Putifarre”

“Gioele uccide Sisara” di C. Maratti 1690
Accademia Nazionale di San Luca – Roma

8. Carlo Maratti (1625-1713), presente nell’Anconetana con questa grande pala, può essere considerato il più insigne rappresentante del Barocco romano. Ma se mettiamo a confronto le sue tele a soggetto sacro (come la stessa Pala) con le tele più tarde, come ad esempio, la “Betsabea al bagno” di Vienna, del 1693-95, possiamo notare come il suo stile si fa “meno” barocco e più “settecentesco”. Il Maratti, infatti, viene considerato come il precursore del rococò, soprattutto della corrente romana influenzata dall’Accademia dell’Arcadia, di cui il Nostro entrò a far parte nel 1704.

“Madonna col Bambino e i santi
Ambrogio, Francesco di Sales e Nicola di Bari” (1672)

“Il ballo di Miriam” 1685-90
Collezione privata

“Maratti si distinse anche come raffinato interprete di soggetti tratti da testi letterari antichi e moderni, molti dei quali ispirati alla mitologia o alla storia romana o ancora a episodi vetero-testamentari interpretati con grande levità. […] esprimono in modo insuperato la visione aulica del gusto tardobarocco, in sintonia con i temi proposti dall’Accademia dell’Arcadia. A queste eleganti composizioni l’artista maturo imprime una grazia particolare, che anticipa – se addirittura non indirizza – il gusto e la tendenza della pittura rococò a Roma della prima metà del Settecento.”

da “omaggio a Carlo Maratti” a cura di Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Gangemi Editore 2025.

“Betsabea al bagno” 1693-95
Wien Museum

“Betsabea al bagno” 1693-95 (part.) 🔼
🔽🔽🔽

9. Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666)

“Immacolata concezione” 1656

“Santa Palazia” 1658

10. Carlo Filippo Boni (1818-1887)

“La Torre Clementina”

“Numana dal mare”

Arrivederci!

Foto ricordo

Tutte le foto (su sfondo blu) di questa pagina sono state scattate il 30 maggio 2026.
Copertina: “Il giuramento degli Anconetani”, capolavoro di Francesco Podesti realizzato tra il 1844 e il 1851 ed esposto nella grande sala al pian terreno.
Le tele di Camuccini e Gelli (su sfondo grigio) sono state fotografate il 04 gennaio 2026 a Palazzo Mansi, lì dove sono esposte.
Le tele del Maratti non presenti nella Pinacoteca (su sfondo grigio) sono state fotografate il 03/04/2026 in occasione della mostra “Omaggio a Carlo Maratti” organizzata dalla Fondazione Roma presso il Museo del Corso a Roma.
Foto ricordo: la Fontana del Calamo, meglio nota come Fontana delle Tredici Cannelle, nel centro storico di Ancona, a 400 metri dalla Pinacoteca.
La riproduzione delle opere non ha alcuno scopo commerciale, ma solo quello di promuovere la Pinacoteca e stimolare nei lettori la voglia di visitarla.

Biglietto d’Ingresso:
Pinacoteca civica di Ancona
Clicca sul biglietto d’ingresso per saperne di più sulla Pinacoteca “Francesco Podesti”

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