Travels Emotions

Un Salotto multiculturale

“Il souvenir comincia a essere souvenir di un luogo non quando e dove viene prodotto ma quando qualcuno lo vede su uno scaffale o in una vetrina. Allora la memoria del luogo in cui ci si trova si introduce nell’oggetto e questo diventa “del luogo” e dunque, per estensione, il luogo stesso. Ma chi lo compra e lo porta via con sé non solo porta via un pezzo del luogo, ma qualcosa di più. L’oggetto infatti conterrà sempre, per chi lo ha portato con sé, il ricordo di quell’esperienza. Le emozioni, gli odori, i suoni, le persone, tutto quello che il vissuto in quel luogo significa, che è ben diverso dal luogo stesso.”

Tratto da “La memoria dei luoghi” racconto non pubblicato scritto a San Cristóbal del Tachira (Venezuela) nel Marzo 2020.

Questa sotto-sezione di “Mappamondo”, dedicata alle memorie affidate a oggetti da “esposizione” è divisa in tre pagine. La prima riguarda memorie di luoghi che ho visitato, la seconda prende in esame la “memoria” di luoghi che non ho visitato, mentre la terza parla di una particolare raccolta di souvenir legati a persone e momenti particolari.

“Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare […] il comportamento di raccolta di oggetti inutili è sempre stato diffuso: risalirebbe addirittura all’uomo di Neandertal. Il gesto che consiste nell’esporre un souvenir di viaggio all’interno della propria abitazione risale quindi all’epoca in cui le mostre d’arte di facevano in caverna. […] A ben vedere, è un atto che attraverso il processo di simbolizzazione rinvia all’esperienza vissuta in un determinato territorio. La si potrebbe anche dire una predazione a fine di conoscenza, un bottino cognitivo.”

da “Trofei di viaggio. Per un’antropologia dei souvenir” di Duccio Canestrini, Bollati Boringhieri 2022.

La memoria dei luoghi

L'eco di paesi lontani

Mediterraneo souvenir

Copertina: Salotto multiculturale, 09/06/2024.

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