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Museo Archeologico di Kithira

Piccolo e prezioso

E chi lo ha detto che le dimensioni contano? Possiamo ammetterlo: se a Kithira sorgesse un Museo Archeologico grande come quello Nazionale di Atene sarebbe un guaio! Siamo venuti sull'isola per godere delle spiagge, facendo vita di mare e per rilassarci... e ci troviamo un gioiello di tal fatta? Ecco allora che trovarsi in un Museo di sole due stanze, ma ricche di reperti interessantissimi e con didascalie ben fatte, ci restituisce il piacere di godere di una visita culturale quel tanto che basta per riempirci gli occhi di linee, forme, immagini che porteremo con noi durante una giornata esposti alla luce del sole e alla brezza marina. Perfetto equilibrio di un'esperienza che accarezza tutti i sensi e non dimentica che il piacere intellettuale non è altro da quello fisico.

L'insediamento di Kastri e Palaiopolis

Gli scavi archeologici a Kithira cominciarono nel 1887 dietro impulso del solito Schliemann che cercava il Tempio di Afrodite, per confermare il mito secondo cui la Dea era nata dalla schiuma (aphros) del mare proprio qui, prima che la corrente la trasportasse a Cipro. Continuarono con Valerios Stais nel 1888 che scavò nel Santuario di Apollo ad Antikhitira, poi con Sylvia Benton (1931) e Richard Hope-Simpson (1957) in varie località dell’isola e solo negli anni ’60 si concentrarono nell’area di Palaiopolis. Dopo il 5000 a. C., infatti, i primi insediamenti stanziali erano in quest’area, nelle cave di Agia Sofia a Kalamos e di Housti a Diakofti. Qui sono stati rinvenuti 37 siti, tra cui quello costiero di Kastri…
◀️🔽 La maggior parte di questi reperti proviene dagli scavi di Housti a Diakofti (5300 – 2700 a. C.)

Pithos funerario e tre brocche e una coppa dalla necropoli di Palaiopolis (2000-1800 a.C.)

Brocca da Kastri

Reperti dal 1700 al 1450 a.C.

I parenti del defunto consumavano un pasto rituale utilizzando delle piccole coppette e alla fine del pasto
le riponevano nel recipiente e lasciavano il tutto accanto al morto all’interno della sepoltura

Rapporti tra Kithira e Creta e il Peloponneso

L’insediamewnto di Kastri, nell’area di Paleopoli, era abitato da mercanti che avevano strette relazioni sia con il Peloponneso che con l’Egeo, soprattutto con l’isola di Creta. Lo si comprende dal ritrovamento di manufatti che riprendevano lo stile tipico delle città affacciate sul Golfo di Laconia, sia le salsiere dal becco allungato, le cosiddette “sauce boat”, tipiche di Creta…

Brocca dalla necropoli di Palaiopolis (1700 – 1450 a. C.)

Recipiente per liquidi (1450 – 1250 a.C.)

Tre aryballos (in alto a dx), in basso da sinistra: oinochoe (argivo), kotyle (corinzio), alabastron (cretese), amphoriskos (corinzio).

I legami con Creta e le città micenee del Peloponneso durarono a lungo anche se non erano rapporti sempre paritetici, se è vero che in un verso di Lineare B ritrovato a Pylos, si parla di 28 donne di Citera con i loro bambini mantenute schiave a Pylos. Intorno al 1300, in ogni caso, l’insediamento di Kastri viene abbandonato e la popolazione di Citera diminuisce drasticamente.

 

◀️🔽 e 🔽 Oggetti votivi rinvenuti nel tempio dedicato ad Atena, sul promontorio di Agios Georgios a Palaiokastro. (I sec. a.C. – I sec. d. C.)

Periodo romano

Con la vittoria, il 2 settembre del 31 a.C., di Ottaviano sulle flotte di Marco Antonio e Cleopatra nel mare di Azio, Kithira fu data in dono dallo stesso Ottaviano a Euricle, re di Sparta, che era stato il solo tra i Greci ad appoggiarlo nella battaglia, come possedimento personale. Da quel momento, Kithira conobbe un lungo periodo di floridezza. Alla morte dell’ultimo sovrano degli Euriclidi, nel 136 d.C., l’imperatore Adriano assegnò Kithira a Sparta, con la quale condivise la storia nei secoli successivi, fino alla cristianizzazione del IV secolo.
 
 
 
◀️ Testa bronzea di giovane a grandezza quasi naturale da Agia Pelagia (I sec. a.C. – I sec. d.C.)

“Leone di Kithira” (525-500 a.C.)

Torso di Hygeia (fine IV – III sec. a.C.)

Testa di giovane (14-68 d.C.)

Pietra votiva con dedica e i Dioscuri Castore e Polluce
(325 – inizio III sec. a.C.)

Stele funeraria a capanna della colta e aristocratica Philinna (I sec. a.C.)

Trapezophoro (sostegno di un tavolo) rappresentante Ercole (150 a.C.)

Philinna tiene nella mano destra un papiro
a simboleggiare la sua istruzione

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Sarago grigliato e Retsina “Malama”

Tutte le foto di questa pagina sono state scattate il 24 luglio 2024.
Copertina: L’entrata del Museo Archeologico di Kithira che si trova all’ingresso dell’abitato di Kithera, nel sud dell’isola.
Angolo del buongustaio: A meno di tre chilometri dal Museo, scendendo verso la costa sud, arrivate al villaggio di Kapsali, famoso per il doppio golfo. Al porto potete trovare ottimi ristoranti di pesce presi d’assalto dai turisti durante la stagione estiva. Io ho scelto “O magos”, meno affollato, più “rustico” a gestione familiare, è il primo venendo dalla banchina, l’ultimo venendo da Paralia Kapsali.
La riproduzione dei reperti non ha alcuno scopo commerciale, ma solo quello di promuovere il Museo e stimolare nei lettori la voglia di visitarlo.

Biglietto d’Ingresso:
Museo Archeologico
Clicca sul biglietto d’ingresso per saperne di più sul Museo Archeologico di Kithira

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