“Il gusto della differenza crea la ragione di viaggiare, giustifica contatti interculturali e interetnici che permettono di collegare le differenze e superare le contrapposizioni. L’associazione grazie alla mobilità di ciò che è dissociato e distinto, nella mente e nella rappresentazione – le razze, i sessi, le classi, le etnie -, è una fonte essenziale di potenza e accrescimento delle energie, nella società di viaggiatori. Per mantenere queste fonti di potenza, si debbono conservare le dissociazioni e le distinzioni, se non altro per creare la possibilità di superarle. Questa tensione è evidente nella delusione del viaggiatore post-turistico, che, aspettandosi di trovare la differenza, trova l’uguale e prova un senso di impotenza invece che di forza.”