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Fonti e Tempietto del Clitunno

Tra realtà e suggestione

Avevo sempre ammirato la foto dell'acqua trasparente delle Fonti del Clitunno in cui mi sono imbattuto decine di volte (come probabilmente sta capitando a voi adesso), e ho sempre bramato visitarlo. Un giorno, passando di lì, mi ci sono fermato. Nonostante la folla e la difficoltà nel trovare parcheggio, il luogo conserva intatta tutta la sua amenità. Tanto che l'emozione che ancora oggi ricordo di aver provato è proprio quella dell'amenità: esattamente quella piacevole sensazione che è un misto di relax psicofisico e serenità spirituale (o dell'anima o dell'intelletto, come preferite). Non dipende, ovviamente, solo dal contesto. C'entra anche il nostro stato d'animo, l'esperienza contingente, certo. Ma anche una particolare suggestione: il fatto che, su questa meravigliosa, trasparente, multicolore e multiforme via d'acqua, insista, a poche centinaia di metri di distanza, un delizioso tempietto longobardo, Patrimonio Mondiale UNESCO. Ciò pone il tutto sotto una luce diversa: più fiabesca, più magica, più intimamente intellettuale: Se è vero che i luoghi sono pubblici, la suggestione è intima e solo nostra.

Le Fonti del Clitunno

Da qui e da altre numerose polle sorgive sgorga l’acqua che diventerà il fiume Clitunno…
…creando, a causa di una depressione del terreno, uno specchio d’acqua di 9800 metri quadrati di superficie…
…sulle cui sponde poter passeggiare, sdraiarsi, leggere o meditare, o semplicemente riposare.

Al centro del giardino si trova la stele in marmo dello scultore torinese Leonardo Bistolfi,
con una frase di Ugo Ojetti che ricorda il monito di Giosué Carducci all’indomani della Breccia di Porta Pia:
“Libera sarà la Patria sol quando le coscienze saranno libere”.

Il Tempietto di Giove Clitunno

Quello che vediamo oggi non è più il Tempio di epoca romana, ma la chiesetta costruita sui suoi resti in età successive fino al rifacimento in epoca longobarda, quando il Tempietto, precedentemente intitolato a San Michele Arcangelo, fu dedicato a San Salvatore. I portici laterali sono stati abbattuti, le colonne vendute, tra il 1730 e il 1767.

Parte superiore della facciata

Parte superiore dell’abside

Dei quattro frontoni che ornavano le due entrate laterali, la facciata e il retro, solo questi ultimi due sono ancora in situ. Le decorazioni corinzie dei timpani sono molto simili, con girali d’acanto che terminano con una croce al centro.

Lato sud

Frontone posteriore

Nella lunetta un Cristo Pantocrator è venerato dai Santi Pietro e Paolo, raffigurati poco sotto la cornice che separa la lunetta dal resto dell’abside. Al centro vi è l’edicola marmorea di età augustea riutilizzata qui come ciborio.

Veduta d’insieme del lato ovest

Affreschi dell’abside

Veduta d’insieme del lato sud

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Arrivederci!

Selfie

Tutte le foto di questa pagina sono state scattate il 26 aprile 2026.
Copertina: Le rocce da cui proviene l’acqua si trovano proprio sotto il muro di cinta che delimita il Parco. 
Selfie: Circondato dal verde, rinfrancato dal fresco delle acque, per una domenica pomeriggio di completo relax.

Biglietto d’Ingresso:
Fonti del Clitunno
Clicca sul biglietto d’ingresso per saperne di più sulle Fonti del Clitunno

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