“D’altra parte, cosa lega un oggetto al luogo che dovrebbe ricordare? La sua produzione? Certo che no… Altrimenti la Cina non sarebbe piena di fabbriche di souvenir con su scritto “I love New York” o “J’aime Paris” o “Io amo Roma”. Il souvenir comincia ad essere souvenir di un luogo non quando e dove viene prodotto ma quando qualcuno lo vede su uno scaffale o in una vetrina. […] L’oggetto infatti conterrà sempre, per chi lo ho portato con sé, il ricordo di quell’esperienza. Le emozioni, gli odori, i suoni, le persone, tutto quello che il vissuto in quel luogo significa, che è ben diverso dal luogo stesso.”