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Musei Civici di Rieti - Sezione Archeologica

Il gioiellino e la sua menade

"È un piccolo gioiellino!" mi dice soddisfatto e orgoglioso il custode, vedendo il mio entusiasmo, dopo aver fotografato la testa di menade del II secolo d.C. da ogni angolatura e visibilmente attratto dal drappeggio del torso femminile che sembrava svolazzare lì di fronte. "Sì, è proprio un bel gioiellino, e non lo conoscevo!", rispondo ammettendo la mia grande lacuna. Bisogna stare attenti a quando si tende a considerare i Musei Archeologici Nazionali gli unici degni di una visita, ché l'Italia è piena di piccoli "gioielli" come quello dei Musei Civici di Rieti. Spesso, vengono considerati roba per "addetti ai lavori", con i loro pezzi di marmo, anfore, terrecotte, statuette votive, oggetti che accompagnavano i morti nelle loro sepolture. Eppure, tra tanti reperti, forse per noi comuni cittadini meno interessanti, scopriamo capolavori che ci fanno scoprire il file-rouge dell'umanità: siamo sempre noi, come se la Menade ci parlasse, ci dicesse chi è, cosa pensa, quali emozioni prova. Anche se tutto questo noi possiamo solo immaginarlo. E ora non ditemi che non vi emozionerete al suo cospetto!

I Romani e la conca reatina

1. La villa di Collesecco a Cottanello
Il Comune di Cottanello (RI) prende il nome proprio dal proprietario della villa,  M. Aurelius Cotta, membro di una illustre gens romana. La villa, infatti, è costituita da numerosi ambienti riccamente decorati, tra cui un atrio, un portico, un criptoportico, quattro cubicoli, un tablino, e una sala di rappresentanza di grandi dimensioni.
◀️ Lastra di sima (copertura) con sfinge e gorgoneion

Lastra di sima con figure femminili

Antefissa a palmetta 

Antefissa a palmetta con delfini

La curiosità:

Lo sapete chi era Manio Curio Dentato?

Era un cosiddetto “homo novus“, come definivano gli ultimi arrivati in Senato, in quanto appartenente a una famiglia italica, probabilmente della Sabina a giudicare dal nome “Curio”, ovvero da “Cures“, importante città sabina. Ma fu proprio lui, console nel 290 a.C., a portare a termine la conquista della Sabina, arrivando fino all’Adriatico. Sconfisse poi i Galli Senoni, nelle Marche settentrionali e, nominato ancora console nel 275 e 274, sconfisse Pirro a Benevento. Censore nel 272, fece costruire l’Anio Vetus, secondo acquedotto romano, e fece innalzare il tempio dedicato alla dea Feronia in Largo Argentina… ne avevate mai sentito parlare? 

2. Tomba di “Collina dei gelsi” a Poggio Sommavilla
La famosa “fiaschetta” è al Museum of Fine Arts di Boston, un kylix a figure rosse è al Louvre, mentre un altro è al Fitzwilliam di Cambridge. Un cratere a figure rosse è oggi allo Harvard Art Museum, mentre il Museo Nazionale di Copenaghen ne conserva molti altri. In Italia, troverete un oinochoe a Villa Giulia e i corredi funerari al Museo della Ceramica di Sermoneta. Ma moltissimi reperti sono al Museo Archeologico di Firenze.

Olla di argilla – VII secolo a.C.

Olla di ceramica – VI secolo a.C.

Olla con ciotoline sulle 4 anse – VII

Kantaros con cavallo stilizzato
Museo Nazionale di Danimarca

Fiaschetta pendaglio amuleto
Museum of Fine Art Boston

Aryballos a pasta vitrea
Museo Etrusco di Villa Giulia

3. Necropoli di Poggio Sommavilla
Nonostante la grande dispersione di reperti preziosi nei musei di mezzo mondo, alcune sale della Sezione Archeologica di Rieti consentono di ammirare numerosi reperti altrettanto preziosi per qualità e per varietà di materiali e tecniche di realizzazione.
◀️ Questo vasellame, ad esempio, è realizzato in impasto buccheroide e proviene dalla tomba 32 (VI secolo a.C.) 

Kylix a figure rosse, IV secolo a.C., Tomba 32

Kylix a figure rosse, V secolo a.C., Tomba 48

Oinochoe a cartoccio, IV secolo a.C., Tomba 48
Danza di una ninfa che suona il tamburello insieme a un satiro

4. Necropoli di Campo Reatino

Questa necropoli, scoperta casualmente dall’archeologo Giacomo Caprioli nel 1929, è famosa per i ritrovamenti di urne cinerarie “a capanna”, come questa che potete vedere sotto a sinistra, riposte in custodie di pietra. ◀️ Le ceneri dei defunti, in altre civilizzazioni, sono custodite in urne di ceramica poste direttamente nel terreno. A Campo Reatino troviamo questa peculiarità, comune però ad altre civiltà del centro Italia, e attestata sin dall’età del Bronzo. Questo tipo di inumazione, però, si  pensa fosse limitata alle persone di rango più elevato.

Urna a capanna, IX secolo a.C., Tomba 2

Orciolo globulare, IX secolo a.C., Tomba 2

Ciotola monoansata,
IX secolo a.C., Tomba 1

Urna e orciolo globulare con scodella di copertura,
IX secolo a.C., Tomba 6

5. Colle San Basilio

Poco fuori Rieti, è stato ritrovato questo luogo di culto suburbano, con numerosi oggetti, tra cui molti ex-voto in terracotta e alcune monete. Tra i reperti alcune figure umane e animali, tra cui maiali. Non si sa a quale divinità fosse dedicata quest’area sacra.
◀️ Lo spazio dedicato a questa località è stato realizzato con una elegante scaffalatura nera retroilluminata che valorizza i reperti e ne facilita l’osservazione fin nei dettagli.

Statuaria romana

1. La menade e gli altri marmi
Ancora due immagini della “testa di menade” (II sec. d.C.) che costituisce il “pezzo forte” dell’esposizione. Anche se i veli mossi dal vento, o semplicemente dal movimento del corpo femminile, con la loro leggerezza e trasparenza meritano almeno un paio di “punti di vista”. Ma l’eleganza della figura femminile senza testa, con la gamba destra sollevata in avanti non è da meno per grazia e finezza. 

Statua di togato – I secolo d.C.

Torso femminile – I secolo d.C.

Frammento di colonna – II secolo d.C.

Frammento di pluteo – VIII-IX secolo d.C.

Frammento di pluteo – IX-XI secolo d.C.

Capitello a mensola – XI-XII secolo d.C.

Frammento di bifora – XIII-XIV secolo d.C.

Arrivederci!

Foto ricordo

Tutte le foto di questa pagina sono state scattate l’11 settembre 2025.
Copertina: Testa di menade, fine del II secolo d.C..
Foto ricordo: Panorama del centro storico di Rieti. In primo piano i tetti dell’ex Monastero di Santa Lucia che ospita la Biblioteca Comunale Paroniana e la sezione archeologica dei Musei Civici.
La riproduzione dei reperti non ha alcuno scopo commerciale, ma solo quello di promuovere il Museo e stimolare nei lettori la voglia di visitarlo.

Biglietto d’Ingresso:
Musei Civici di Rieti
Clicca sul biglietto d’ingresso per saperne di più sulla Sezione Archeologica dei Musei Civici di Rieti

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