Travels Emotions

Mostre di Fotografia

Viaggio nella Bellezza

Le mostre di fotografia, così come quelle di pittura o di tutte le altre arti visive, sono un ottimo motivo per viaggiare. Un vero edonista, colto e sensibile, non si lascia sfuggire le occasioni più interessanti. Sei pronto a confrontarti con l'Edonista Esuberante per la varietà e ricchezza di mostre di pittura visitate? Approfitta dei link sui biglietti di ingresso per saperne di più sulle mostre. Anche se sono ormai terminate, potrebbero comunque stimolare la tua curiosità, ispirarti nuove mete, suggerendoti un motivo in più per metterti in viaggio!

Per giocare...

Sfida 34:
“All’ultima mostra”

Per giocare: Guadagna 1 punto chi ha visitato almeno 5 mostre di fotografia.

Se giochi da sola/o: Guadagni 1 punto se hai visitato più mostre di pittura dell’Edonista Esuberante.

Per confrontarsi: Qual’è l’esperienza esteticamente più emozionante che abbiate mai fatto in tema di fotografia? Qui di seguito (quasi) tutte le mostre che il nostro Edonista Esuberante ha visitato, se non le avete viste dal vivo le potete sempre visitare virtualmente, approfittate dei link, lasciatevi ispirare!

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Mostre di pittura visitate dall'Edonista Esuberante

Complesso Museale San Francesco – Montefalco (PG), 24/04/2026

Sessanta fotografie permetteranno di ammirare l’Umbria vista con gli occhi di uno dei fotografi più amati al mondo. Uno storytelling di luoghi, persone, storie, feste, eventi, paesaggi e comunità che trasmette tutto il calore e le emozioni provate da McCurry durante i suoi viaggi. “Sentivo che fosse giunto il momento di tornare con una mostra in un luogo che mi aveva dato così tanto. Gli anni trascorsi lavorando a Sensational Umbria sono stati pieni di calore, curiosità e scoperte inattese. Tornare a Montefalco con immagini note e con una serie di inediti è stato come chiudere un cerchio o, forse, aprirne uno nuovo. C’era ancora molto da dire sullo spirito di questa regione e volevo condividerlo”.

L’esposizione narra il viaggio che McCurry ha compiuto in Umbria in diverse occasioni e del fascino che l’Umbria e la gente di questi luoghi hanno esercitato su di lui. Da Montefalco a Gubbio, passando per Bevagna, Assisi, Perugia, Spoleto, Trevi e tanti luoghi inaspettati. La mostra non è una semplice antologia: è un racconto libero, affettuoso, intimo. Una straordinaria galleria di immagini dinamiche e vere.

Gallerie d’Italia – Torino, 06/04/2026

Le Gallerie d’Italia – Torino presentano la mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, curata da Arianna Rinaldo e aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre 2026.

Il progetto The Day May Break, iniziato nel 2020, è una serie di circa 60 opere suddivise in quattro capitoli che ritrae persone e animali colpiti dal cambiamento climatico, dal degrado e dalla devastazione ambientale, mettendo in luce l’impatto profondamente sproporzionato che la crisi climatica esercita sulle popolazioni più vulnerabili del pianeta. 

Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli di The Day May Break, di cui l’ultimo commissionato da Intesa Sanpaolo, sono presentati insieme, immergendoci in una visione dura ma poetica di ciò che resta, per ora, e che può ancora offrire speranza.

Chapter One (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, e Chapter Two (2022), realizzato in Bolivia, presentano ritratti potenti e toccanti di persone e animali nello stesso fotogramma, entrambi duramente colpiti da siccità estreme o inondazioni che hanno distrutto case e mezzi di sostentamento. Le fotografie sono state realizzate in diversi santuari e riserve, dove gli animali sono sopravvissuti a ogni sorta di calamità, dalla distruzione dell’habitat al traffico illegale della fauna selvatica.

Chapter Three – SINK / RISE (2023), realizzato nelle Fiji, propone una visione simbolica e pre-apocalittica dell’innalzamento dei mari. I soggetti protagonisti, ripresi direttamente sott’acqua, rappresentano le molte comunità che nei prossimi decenni perderanno case, terre e identità a causa dell’aumento delle acque dovuto al cambiamento climatico.

Chapter Four – The Echo of Our Voices (2024), realizzato nel deserto della Giordania, ritrae famiglie di rifugiati che hanno lasciato la Siria a causa della guerra e che vivono ancora in uno stato di continuo sfollamento, in un mondo arido in larga parte a causa del cambiamento climatico. In questo capitolo, Brandt offre un commento profondo e delicato sulla resilienza e le connessioni umane di fronte alle avversità.

Camera – Torino, 06/04/2026

CAMERA presenta Edward Weston. La materia delle forme, la grande mostra organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA, che dopo le tappe di Madrid e Barcellona approda per la prima volta in Italia.

Dal 12 febbraio al 2 giugno 2026, l’esposizione riunisce 171 fotografie e offre una vasta antologia dell’opera di Edward Weston (Illinois, 1886 – California, 1958), una delle figure centrali della fotografia moderna nordamericana.

Curata da Sérgio Mah, la mostra ripercorre oltre quarant’anni di attività, dal 1903 al 1948, dalle prime sperimentazioni pittorialiste alla piena maturità della straight photography. Il percorso mette in luce il ruolo di Weston – cofondatore del Group f/64 – nel definire la fotografia come linguaggio autonomo, rigoroso e profondamente moderno, in dialogo e in contrasto con le avanguardie europee.

Attraverso immagini in bianco e nero di straordinaria precisione formale, realizzate con la fotocamera a grande formato, Weston esplora nature morte, nudi, paesaggi e ritratti diventati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, la sua opera offre una prospettiva unica sull’affermazione della fotografia come elemento centrale della cultura visiva contemporanea.

La Castiglia – Saluzzo, 05/04/2026

Alla Castiglia di Saluzzo, antica fortezza medievale oggi spazio museale, una mostra che racconta l’anima più autentica di Ferdinando Scianna, primo fotografo italiano a entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos.

“Ferdinando Scianna. La moda, la vita” riunisce oltre 90 fotografie, alcune delle quali inedite, per esplorare un capitolo meno conosciuto ma fondamentale della sua carriera: la moda. Un mondo a cui Scianna si è sempre accostato con lo sguardo del reporter, trasformandolo da estetica patinata a racconto di vita vera, fatto di luoghi, incontri e memorie.

Iconica in questo percorso è la storica campagna per Dolce&Gabbana con la modella Marpessa, ambientata nei paesi della Sicilia, dove la moda si intreccia con la strada, con le piazze e con la realtà quotidiana. Accanto a questa, la mostra riunisce le grandi serie dell’artista: da Paradossi ad A partire dall’ombra, da Moda senza modelli a Modelli senza moda, fino a Lamerica ed Europa tra due epoche, offrendo un ritratto completo della sua capacità di fondere etica e stile, fotografia e letteratura, memoria e invenzione.

Il titolo La moda, la vita riassume perfettamente questo approccio: la fotografia di moda, per Scianna, non è mai superficie o artificio, ma racconto umano, poesia e verità.

Il progetto espositivo dedicato a Ferdinando Scianna si lega strettamente alla mostra “Helmut Newton. Intrecci” (Il Filatoio – Caraglio, 23.10.2025 -01.03.2026) che vede protagonista un altro grande maestro della fotografia del Novecento. Due mostre in dialogo tra loro che approfondiscono aspetti inediti o poco esplorati nelle carriere dei due autori, offrendo al pubblico due visioni complementari della moda, vista da Scianna come racconto della vita e da Newton come provocazione dell’immaginario.

Filatoio di Caraglio – Caraglio, 04/04/2026

Nella cornice storica del Filatoio di Caraglio prende vita una grande esposizione dedicata a Helmut Newton, uno dei fotografi più celebri e discussi del Novecento, capace come pochi di intrecciare moda, arte e provocazione.

La mostra “Helmut Newton. Intrecci” ripercorre l’evoluzione del percorso professionale di Newton, dalle fotografie editoriali che lo hanno consacrato tra i grandi della moda internazionale, fino ai lavori commissionati da prestigiosi brand. Oltre 100 fotografie, tra icone e scatti poco noti, provenienti dalle collaborazioni con Yves Saint Laurent, Wolford, Ca’ del Bosco, Blumarine, Absolut Vodka, Lavazza, e molti altri.

Il titolo della mostra Intrecci richiama fin da subito la pluralità di significati che percorrono la sua opera: intrecci professionali con modelle e stilisti, intrecci narrativi che uniscono ironia, sensualità e potere, intrecci biografici che riportano Newton alle origini della sua carriera nella fotografia tessile. Non è un caso che l’esposizione trovi spazio proprio al Filatoio, antico setificio seicentesco, dove il filo della memoria industriale incontra le trame visive del fotografo.

La complicità con modelle come Monica Bellucci, Nadja Auermann, Kate Moss, Carla Bruni ed Eva Herzigová, unita alla fiducia di riviste e maison di moda, gli ha permesso di ridefinire radicalmente i canoni della fotografia patinata, trasformandola in un linguaggio teatrale, complesso e sorprendente. In bianco e nero o a colori, ogni immagine restituisce l’ambiguità e la forza di una visione che continua a sedurre e a spiazzare.

Il progetto espositivo dedicato a Helmut Newtonn si lega strettamente alla mostra “Ferdinando Scianna. La moda, la vita” (La Castiglia – Saluzzo, 24.10.2025 -01.03.2026) che vede protagonista un altro grande maestro della fotografia del Novecento. Due mostre in dialogo tra loro che approfondiscono aspetti inediti o poco esplorati nelle carriere dei due autori, offrendo al pubblico due visioni complementari della moda, vista dada Newton come provocazione dell’immaginario e da Scianna come racconto della vita.

Palazzo Roverella – Rovigo, 04/01/2025

La mostra, composta anche da numerose opere vintage provenienti dalla Fondation Cartier-Bresson, ripercorre le tappe di un rapporto iniziato prestissimo, già negli anni Trenta, e proseguito sino al momento in cui Cartier-Bresson ha abbandonato la fotografia, negli anni Settanta.

Dal primo viaggio italiano di Cartier-Bresson negli anni Trenta, in compagnia dell’amico André Pieyre de Mandiargues, poeta e scrittore, e della sua compagna, la pittrice Leonor Fini, in cui scatta alcune delle sue immagini più famose, al secondo viaggio negli anni Cinquanta in Abruzzo e Lucania sulle tracce di Carlo Levi, proseguendo con i servizi per le riviste illustrate dell’epoca, tra cui “Holiday” e “Harper’s Bazaar”, dedicati soprattutto a RomaNapoliVenezia, per concludere, nuovamente a Matera un vero e proprio ritorno sui luoghi frequentati vent’anni prima, in cui è facile leggere l’avanzare della modernità e la persistenza delle identità locali. 

200 fotografie e numerosi documenti – giornali, riviste, volumi, lettere -, documentano, per la prima volta, in maniera esaustiva e approfondita il rapporto tra colui che è stato definito locchio del secolo” e lItalia.

Cercle Cité – Lussemburgo, 23/11/2024

“Après Consumption en 2014, le Prix Pictet revient cette année à l’espace d’exposition Ratskeller du Cercle Cité pour présenter sa dixième édition, consacrée au thème Human. Cette exposition mettra en valeur le travail des douze photographes finalistes, qui ont exploré le thème de l’humanité sous un angle à la fois unique et contemporain, et portera plus spécifiquement sur les œuvres de la lauréate Gauri Gill, photographe indienne qui, depuis plus de vingt ans, met en lumière les zones périphériques et le quotidien des populations rurales de l’Inde.

Le Prix Pictet, qui est le plus grand prix mondial de photographie consacré au développement durable, cherche à utiliser le pouvoir de la photographie pour sensibiliser un large public aux grands enjeux environnementaux. Il a été décerné à dix reprises depuis sa création en 2008 par le groupe Pictet, chaque édition ayant un thème propre qui met en lumière un aspect particulier du développement durable.”

Villa Mussolini – Riccione 23/01/2024

Fondatore nel 1947 dell’agenzia Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver, Robert Capa è tra i più famosi fotoreporter del XX secolo.

La mostra di Riccione presenta più di 100 fotografie in bianco e nero che documentano i maggiori conflitti del Novecento, di cui Robert Capa è stato testimone dal 1936 al 1954.

Palazzo Roverella – Rovigo 20/01/2024

A Palazzo Roverella la più completa mostra mai organizzata in Italia sull’opera di Tina Modotti (1896-1942). Più di 300 opere tra immagini, filmati e documenti ricostruiscono il lavoro fotografico di una delle più importanti fotografe del XX secolo. Dalle architetture alle nature morte, dal racconto della quotidianità dei ceti popolari, dei contadini, degli operai, dei bambini e delle donne, alla mutazione delle periferie con l’arrivo della nuova modernità.

Se i suoi primi passi come fotografa risentono ancora dell’influenza del grande fotografo americano Edward Weston, di cui fu assistente e modella negli anni della rivoluzione Messicana, lo sguardo di Tina Modotti acquista presto una sua personalità sia nella scelta dei soggetti che nella loro rappresentazione. 

Come spesso accade, dopo la sua morte nel 1942, la figura di Tina Modotti fu per molti anni dimenticata. Fino al 1977, data in cui il Moma di New York le dedicò unimportante retrospettiva che segnò la riscoperta della suaopera confermandole il ruolo di grande protagonista del XX secolo.

PAN Palazzo delle Arti  – Napoli, 09/12/2017

“La mostra Genesi di Sebastião Salgado è già straordinaria protagonista di un tour internazionale di grandissimo successo. Potente nella sua essenziale purezza, il messaggio di Genesi è incredibilmente attuale, perché pone al centro il tema della preservazione del nostro pianeta e della imprescindibile necessità di vivere in un rapporto più armonico con il nostro ambiente.

Genesi è un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, un canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini. Con 245 eccezionali immagini che compongono un itinerario fotografico  in un bianco e nero di grande incanto, la mostra racconta la rara bellezza del patrimonio unico e prezioso, di cui disponiamo: il nostro pianeta. Genesi è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le terre in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. “

Copertina: “Un contadino siciliano indica ad un ufficiale americano la direzione presa dai tedeschi”, di Robert Capa.

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