Travels Emotions

Salamina

Da isola della battaglia a isola di pace

"Non andare a Salamina, non c'è niente!" così mi dicevano... e io ci sono andato proprio perché quel niente era ciò che cercavo! A settembre, se si escludono i week-end, quando pochi ateniesi riaprono le case di proprietà, e popolano qualche spiaggia e qualche ristorante al sabato sera, effettivamente non c'era proprio nessuno. Neanche l'ombra di un turista. Ho avuto spiagge meravigliose tutte per me (ma con bar ancora aperti), ristoranti dove il personale aspettava solo me (e con qualche buon pesce fresco appena pescato), un museo archeologico in cui c'erano due addette per un solo turista (io), e ho incontrato una tartaruga gigante che, essendo l'unico umano in mare, ha nuotato insieme a me, incuriosita e senza timore. Tutto era tranquillità e lentezza, una vera vacanza relax, niente a che vedere con la famosa battaglia, di cui pure ho cercato le tracce.

Non andare a Salamina...

La battaglia del 480 a.C.

1. Il Monumento ai caduti di Salamina
Non ci sono rovine né testimonianze archeologiche dello scontro navale, tranne il tumulo dei greci caduti in battaglia. Le indicazioni da seguire, infatti, sono per il “tumulo”, una collinetta che si trova lungo la stretta e lunga penisola chiamata “kynosoura” (coda di cane). Entrando nell’area recintata (ingresso libero) si raggiunge il monumento che vedete nelle foto e da cui si “ammira” il panorama oramai industrializzato.

Scendendo da Ampelakia, sul lungomare Themistokleous, incontrerete questo monumento ai caduti di Salamina

Proseguendo Akti Themistokleous, svoltate a sx per Leoforou Kinosouras e seguite i segnali per il “tumulo”

“The naval battle was fought in late September 480 BC between the forces of the Persian King, Xerxes I, and an alliance of mostly western Greek city-states led by Sparta and Athens. […] The Greek ships were beached along the east coast of Salamis from Ambelakia bay, north past the island of Aghios Georgios and beyond. They numbered around 310 according to Aeschylus, more than half of which were Athenian. The Persian ships, numbering probably c. 600, were to leave their station in Phaleron Bay and to form at the south and east of the entrance to the straits around the island of Phittaleya, with the prize Phoenician contingent at the fore and the less reliable Ionioan Greek fleet at the rear. A squadron of Egyptian ships was dispatched to circle the island and seal the western end of the straits.”

da “The Argo-Saronic islands” di Nigel McGilchrist, Genius Loci Publications 2010.

2. La spiaggia di Limiona
Ritornando sul Leoforous Kinosouras, all’incrocio con Akti Themistokleous, svoltate a sx e scendete nella piccola baia di Paralia Limiona. L’acqua trasparente e limpida vi convincerà a prendervi una pausa rinfrescante.

Selinia

1. Il lungomare e la piazza
Proseguendo in direzione sud su Akti Themistokleous, si arriva al villaggio di Selinia, percorrendo un piacevole lungomare che si affaccia su una lunga spiaggia di ciottoli, delimitata a sud dal molo dove si allineano le poche barche da diporto. Di fronte, una vivace (solo in alta stagione) piazzetta con ristoranti e bar, e l’immancabile chiesa imbiancata a calce e con la cupola azzurra, in questo caso dedicata a San Nicola.

Maroudi

1. La baia di Maroudi
Dopo l’abitato di Selinia, la Akti Themistokleous è interrotta. Bisogna risalire all’interno e proseguire verso est per poi, superata Leuteri, piegare a sud e immettersi sulla Peristerion che vi condurrà sulla costa sud-est. La prima baia che si incontra è quella di Maroudi, una lunga mezzaluna di sabbia e ghiaia con al centro un ristorantino di pesce 🔽 delimitata a sud dal porticciolo che potete vedere nella foto sotto ◀️🔽

Peristeria

1. Il mare e la tartaruga
A Peristeria ho alloggiato nell’abitato di Chalioti, e della spiaggia di Galani conservo il ricordo più emozionante: l’incontro con la tartaruga gigante. Ogni giorno, di rientro da una giornata di esplorazioni e di nuotate, dopo un pisolino ristoratore, poco prima del tramonto, scendevo in spiaggia con maschera e boccaglio per un’oretta di snorkeling e relax…

Kolones

1. La baia e la spiaggia
Continuando sulla Leof. Peristerion in direzione sud-ovest fino alla punta estrema dell’isola, si arriva alla baia di Kolones. Tra tutte le spiagge della costa est, questa è la più bella con un lungomare alberato, su cui sono disposti i tavoli del Patiriri lounge, e dove è possibile mangiare pied-dans-l’eau. Un piccolo faro chiude la prospettiva a ovest, mentre sulla collina sovrastante, il monumento funerario si erge a fare da sentinella.
2. Il Monumento funerario
Basta salire lungo le stradine strette e assolate del borgo per raggiungere il Monumento circolare che incuriosisce per la sua mole solitaria che svetta su un panorama a dir poco superbo. Risale al tardo periodo classico e conserva ancora tre sarcofagi in pietra. Dopo aver soddisfatto la vostra curiosità da archeologi leggendo le info sul pannello, godetevi il doppio panorama!!

Tre delle quattro tombe si trovano ancora in situ

Risale al 375 a.C.

“…visible, in silhouette against the western horizon, on the summit of the next promontory projecting into the sea is the doorway and lintel of a curious structure dating from the late Classical period. The building, constructed of large quadrilateral blocks of limestone, is circular (about 8m in diameter) with an entrance and monolithic lintel on the north side: in the interior are three neatly cut and finished sarcophagi sunk into the ground, still in situ. Both the width of the diameter, and the lack of sufficient fallen masonry, suggest that the building was not intended to be a tower, or to stand more than about six courses of masonry high at the most.”

da “The Argo-Saronic islands” di Nigel McGilchrist, Genius Loci Publications 2010.

🔽 Dall’alto della collina su cui sorge il Monumento funerario si gode della vista dei due golfi a sinistra e a destra 🔽

A sinistra la spiaggia di Kolones col beach bar Paturiri

A destra la costa continua selvaggia e disabitata

Salamis town

1. Il lungomare
L’unica vera cittadina dell’isola è Salamis con un bel lungomare che costeggia il lato nord dell’ampia baia. Ma troverete anche supermercati, negozi e servizi vari. E se vi sembra che la tranquillità della vacanza sia insopportabile, qui potrete ritrovare l’ebrezza di non trovare parcheggio o di fare la coda al semaforo! Ma ci trovate anche un minimo di “movida” serale e l’interessante museo con la ricostruzione della famosa battaglia.

A setttembre non si corre il rischio di non trovare posto

… anche se ristoranti e bar sono ancora tutti aperti

Chiesa di San Nicola a Salamina: la facciata

Chiesa di San Nicola a Salamina: l’iconostasi

Batsi e il nord-est dell'isola

1. La Paralia Mple Limanaki

Proseguendo a nord della città, e volendo evitare le spiagge urbane di Psili Ammos, Paliampela e Vromopousi, urbanizzazioni della costa nord-est, ci si può spingere direttamente verso Souravlia dove incontrerete una serie di baie e calette meno affollate. Ho scelto la tranquilla Mple Limanaki, dall’acqua trasparente, il fondale basso di sabbia, adatto più a famiglie, ma comunque piacevole, accogliente, per rilassarmi dopo la visita al museo.

Eantio e le sue chiese

1. Chiesa della Dormizione della Vergine

Dopo Salamina, il secondo centro urbano più popoloso è Eantio (Αιάντειο), molto turistica, grazie alle spiagge attrezzate e affollate che vanno senza soluzione di continuità dal porto di Salamis fino in città e proseguono, più tranquille, a ovest dell’abitato. Oltre a bar, ristoranti, e due grandi supermercati (AB e Lidl) sono meritevoli di una visita alcune chiese che vi presento in queste foto.

2. Chiesa della Metamorfosi
Dopo aver visitato la Chiesa della Dormizione, frequentata la domenica e durante le feste religiose, anche dagli ateniesi che hanno la seconda casa sull’isola, si prosegue in direzione sud e, sulla sinistra, scorgerete le bianche forme della Chiesa della Metamorfosi che, al contrario, non è officiata, ma sarà possibile visitarla se troverete la porta aperta come è capitato a me. Per ammirare, ma anche raccogliersi.

“…partially built against an outcrop of the natural rock below the pine woods at the upper extremity of the village, is the smaller church of the Metamorphosis, which dates probably from the 13th century. It is a beautiful piece of architecture, unexpected in the context, and contains wall-paintings of several different periods. The steep cupola is supported on four monolitic columns with plain capitals in a cross-in-square plan. The templon screen is in masonry and painted with sacred images that have been damaged and partially retouched; there are also remains of wall-paintings of the 14th or 15th century in the apse, and of an almost life-size St George on the south wall.”

da “The Argo-Saronic islands” di Nigel McGilchrist, Genius Loci Publications 2010.

3. Aghios Nikolaos Limonion

Dopo la Chiesa della Metamorfosi, la strada si inerpica per 9 km di tornanti dentro un lussureggiante bosco di pini e macchia mediterranea che ricopre completamente la parte sud-ovest dell’isola. Si arriva quindi a una vallata isolata (Lemonia) dove sorge il Monastero femminile di San Nicola di Lemonia. Purtroppo le suore vietano di scattare le foto all’interno.

“Above the door a masonry niche, with an inset Rhodian-ware dish, is decorated with a clumsy image of St Nicholas; above it, a curous fragment from a 4th centoury BC funerary stele with a banquet scene and a sacrifice at an altar, has been immured with the date 1740 scratched on its surface.”

da “The Argo-Saronic islands” di Nigel McGilchrist, Genius Loci Publications 2010.

Kanakia

1. La spiaggia di Kanakia

Le limpide acque di Kanakia, sono le più affollate dell’isola! Questa foto ◀️ è stata scattata di sabato alle 14, ma la folla è arrivata poi la domenica mattina come potete vedere nella foto in basso a sinistra, stessa inquadratura ma domenica alle 9:30!! Scherzi a parte, la spiaggia è abbastanza ampia per ospitare tante gente, ma attenzione: i tavoli all’aperto al ristorante erano tutti già prenotati, disponibili solo in sala!!

2. La Cittadella degli Eaci

C’è una cosa che nessuno fa (o pochissimi fanno) a Salamina: di fronte alle trasparenze del mare di Kanakia, voltargli le spalle! Eppure, se volete visitare la cittadella dove un tempo Aiace, eroe della guerra di Troia, regnava sull’isola, dovete farlo. Inerpicarsi, sudare, cercare il sentiero, per arrivare a visitare il sito, ma anche – a parziale risarcimento – a godere di una vista mozzafiato. Tuffarsi poi nelle acque limpide di Kanakia sarà la ricompensa che otterrete dopo questo piccolo sacrificio.

“One of the most important, recent finds in Mycenaean archaeology has been made in this tranquil location. Archaeologists have good reason to believe that what they are unearthing may be the city and palace of the Aiacid dynasty, to which Ajax, son of Telamon, one of the most important of the Greek warriors mentioned in the Iliad, belonged.”

da “The Argo-Saronic islands” di Nigel McGilchrist, Genius Loci Publications 2010.

I consigli di Travelsemotions

Mangiare “pieds dans l’eau” ai quattro punti cardinali dell’isola

Sud
σουβλάκι χοιρινό: spiedini di maiale
Nord
καλαμαράκια: calamaretti fritti
Est
παϊδάκια: costolette di agnello
Ovest
τηγανητές: gamberetti fritti

Ho alloggiato nei Marvelous Nirvana Seascape Apartments, a 50 mt. dalla paralia Galani, in località Chalioti a Peristeria, un piccolo e tranquillo villaggio nel sud-est dell’isola. Il mini-appartamento è grazioso e ben attrezzato, e ha una bella vista sul mare e la costa dell’Attica. Panaiotis, il simpaticissimo proprietario, vi assisterà con i suoi preziosi consigli.

Arrivederci!

Selfie

Tutte le foto di questa pagina sono state scattate tra il 3 e il 6 settembre 2026.
Copertina: La placida baia di Kolones, inquadrata dai tavoli del Patitiri Lounge.
Video d’apertura: Paralia Galani, la spiaggia di ghiaia e sassi dell’abitato di Chalioti, semideserta nei giorni infrasettimanali di settembre, con la piccola Chiesetta della Trasfigurazione.
Angolo del Buongustaio: Sud: “Patitiri Lounge – Beach Bar“, con i tavoli all’ombra dei platani sul bagnasciuga della spiaggia di Kolones; Nord: “Ο Τάκης”, una taverna a conduzione familiare molto “local” (le patate fritte sapevano di patata! Pelate, tagliate e fritte al momento!), di fronte la chiesa del piccolo e per niente turistico (ero l’unico cliente, gli altri erano a bere caffè con i proprietari) borgo di Batsi, ma a due passi dal mare; Est: “Kanellos”, il più frequentato dei quattro la sera, affacciato sulla Paralia Kakia Bigla a Leuteri; Ovest: “Restaurant Tavern Meltemi“, l’unico veramente affollato in alta stagione e nei week end, direttamente sulla spiaggia di Kanakia, a fianco del parcheggio. La porzione di gamberetti era improponibile!
Selfie: Davanti al monumento ai Caduti nella battaglia di Salamina (480 a.C.)

Biglietto d’Ingresso:
Museo Archeologico di Salamina
Clicca sul biglietto d’ingresso per saperne di più sul Museo Archeologico di Salamina

Back

Up

Next